Per interpretare i valori del colesterolo risultanti dalle analisi effettuate è importante tenere a mente che i singoli parametri non vanno letti in maniera indipendente gli uni dagli altri ma in modo combinato.
Mentre è importante che il colesterolo LDL sia il più basso possibile e non superi un valore soglia, per il colesterolo HDL viene semplicemente consigliato un valore minimo, oltre il quale ci si assicura che il colesterolo buono svolga le sue utili funzioni, ripulendo le arterie dal colesterolo LDL e riportandolo nel fegato.
Dal momento che il livello di colesterolo è particolarmente variabile da individuo a individuo per fattori legati ad alimentazione, attività fisica, stile di vita e (in misura minima) predisposizione genetica, è importante tenere sotto controllo anche il rapporto fra colesterolo LDL e HDL, così da poter valutare se c’è abbastanza colesterolo buono, in proporzione a quello cattivo, tanto da favorirne l’eliminazione. Questo rapporto si chiama “indice di rischio cardiovascolare”.

Seconde tale indice, la proporzione colesterolo totale / colesterolo HDL deve essere inferiore a 5 per l’uomo e inferiore a 4,5 per la donna.

Colesterolo LDL

Un basso livello di colesterolo LDL è legato ad un rischio cardiovascolare basso e deriva da una sana alimentazione e dal giusto esercizio fisico.
L’eccesso di colesterolo LDL si chiama ipercolesterolemia, causata prevalentemente da una dieta non sana. Le conseguenze di un colesterolo LDL alto sono l’aumento del rischio cardiovascolare, dal momento che il colesterolo cattivo si deposita lungo le pareti interne delle arterie con due conseguenze:

  1. Il cuore fa più fatica a pompare il sangue nei vasi ristretti dalla presenza delle placche;
  2. Le placche stesse possono staccarsi parzialmente e ostruire un’arteria causando infarto, ictus, oppure possono staccarsi viaggiando nelle arterie fino a quando entrano in un’arteria troppo piccola bloccandone il flusso (trombosi, embolia). In tal modo organi e tessuti restano isolati e vanno incontro a necrosi.

Eufortyn Colesterolo: per il controllo del colesterolo

Colesterolo HDL

Un basso livello di colesterolo HDL deriva solitamente da un’alimentazione scorretta che introduce un maggior quantitativo di grassi animali saturi nel corpo, e che è carente di grassi vegetali insaturi. Di conseguenza si verifica un maggior accumulo di placche aterosclerotiche sulle pareti arteriose dovute alla presenza di colesterolo LDL in circolo e un aumento del rischio cardiovascolare.
Un livello elevato di colesterolo buono determina una maggiore pulizia delle arterie e un corretto svolgimento delle funzioni fisiologiche legate al colesterolo. Elevati valori di colesterolo buono sono principalmente legati ad un’alimentazione sana.

Per sapere quali esami effettuare e a quali valori numerici fare riferimento, leggi il nostro articolo sull’argomento.


Una riduzione di 40 mg/dl di colesterolo LDL si associa ad un abbattimento del 20-25 % delle morti per cause cardiovascolari e di infarto miocardico non fatale, come dimostrato dai diversi studi del negli ultimi 15-20 anni (Fonte Siprec).

Quando eseguire i controlli?

Non esistono delle indicazioni standard sulla frequenza con cui gli esami colesterolemici debbano essere ripetuti, né un limite di età prima e oltre il quale debbono essere effettuati. È comunque raccomandabile fare un primo screening negli uomini intorno ai 40 anni e nelle donne intorno ai 50 anni o in post-menopausa.
Questa valutazione andrebbe tuttavia anticipata (intorno ai 35 anni nei maschi e a 45 anni nelle femmine) nei soggetti con familiarità per ipercolesterolemia e/o eventi cardiovascolari in età giovanile e in pazienti diabetici o con arteriopatia periferica, a prescindere dall’età.

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