Che cos’è la motilità gastro-intestinale?

Con il termine motilità gastrointestinale vengono indicati tutti quei movimenti che coinvolgono le pareti degli organi cavi dell’apparato digerente (esofago, stomaco, intestino) e che hanno due finalità: spostare gli alimenti dalla bocca all’ano e mescolare meccanicamente il cibo per suddividerlo in piccoli frammenti uniformi maggiormente esposti agli enzimi digestivi e permettere l’assorbimento dei nutrienti.
Questo tipo di motilità è garantita dall’azione della muscolatura liscia presente nella parete del tratto gastrointestinale.


La muscolatura liscia è uno dei tre tipi di muscolatura presenti nell’organismo umano. E’ presente negli organi interni cavi come lo stomaco, l’intestino, la vescica e i vasi sanguigni e la sua funzione principale è quella di indirizzare sostanze in ingresso e in uscita e all’interno del corpo stesso. Si tratta di una muscolatura involontaria, ovvero una muscolatura capace di contrarsi e rilassarsi senza la partecipazione intenzionale del cervello.

Cosa succede se funziona in modo scorretto?

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Per ripristinare una motilità intestinale alterata si può procedere ad un’adeguata rieducazione alimentare e dello stile di vita a cui va associata una buona attività fisica.
Se tra i sintomi principali vi è il meteorismo o il gonfiore addominale, si consiglia una dieta che limiti in parte alimenti che vanno incontro a fermentazione come bevande gassate, insalata a foglia larga (es. lattuga), ortaggi come cavoli e piselli, legumi e frutta se consumata dopo i pasti. Si consiglia invece il consumo di alimenti naturali quali i carciofi e lo zenzero, entrambi con la notevole proprietà di favorire la normale motilità gastrointestinale con conseguente eliminazione dei gas intestinali.
Anche l’utilizzo di integratori alimentari a base di probiotici, enzimi digestivi ma soprattutto principi vegetali attivi contro i gas intestinali e stimolanti la motilità gastrointestinale possono rappresentare un valido aiuto al riequilibrio di quest’ultima.

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Sai come funziona correttamente?

Tra un pasto e l’altro, quando il tubo digerente è in gran parte vuoto, una serie di contrazioni inizia dallo stomaco e passa lentamente lungo l’intestino impiegando circa 90 minuti a raggiungere il suo tratto finale. Questo tipo di attività contrattile ha lo scopo di “fare pulizia”, ovvero di spingere i residui alimentari e i batteri dalla parte superiore del tratto gastrointestinale verso l’intestino crasso. Con il passare del tempo al persistere del digiuno l’intensità e la frequenza di queste contrazioni aumenta, fino a divenire dei veri e propri “crampi” che si associano al senso di fame.

Durante un pasto e subito dopo si verificano invece due tipi di motilità, la peristalsi e la contrazione segmentale.
La peristalsi è costituita da onde di contrazione che si spostano da una parte all’altra del tratto gastrointestinale, proprio come la “ola” dei tifosi in uno stadio di calcio o in un’arena di basket. Nella peristalsi il muscolo si contrae dietro il bolo alimentare (il cibo predigerito attraverso saliva e masticazione nella bocca) spingendolo in avanti. Questo tipo di motilità avviene essenzialmente nell’esofago e fa avanzare il materiale dalla faringe allo stomaco.

Le contrazioni segmentali invece provocano la contrazione di brevi segmenti di intestino che alternativamente si restringono e si rilassano rimescolando il contenuto intestinale e garantendone il contatto con le pareti intestinali ricche di pliche assorbenti (villi intestinali).
Nella parte finale dell’intestino l’avanzamento del materiale digerito è minimo e dipende da una contrazione particolare del colon definito movimento di massa. Questo movimento che avviene solo 3-4 volte al giorno è responsabile dell’improvvisa distensione del retto che innesca la defecazione.

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La defecazione, come la minzione, è soggetta ad influenze emozionali. In alcuni soggetti lo stress può determinare un aumento della motilità intestinale e diarrea psicosomatica, mentre in altri può diminuire la motilità e determinare costipazione (stipsi).