5 possibili cause della stanchezza mentale

La stanchezza mentale, spesso strettamente associata alla stanchezza fisica, o astenia, è una condizione di malessere fisico e psicofisico che determina una riduzione delle nostre capacità cognitive e che può essere causata da molteplici fattori quali:

1. Stess

Situazioni di stress, dovute a lavori particolarmente impegnativi dove siamo obbligati a rimanere concentrati per diverse ore davanti ad un computer o una scrivania, o a giornate piene di impegni dove, alle emozioni che affrontiamo quotidianamente, si sommano l’ansia e la preoccupazione di portare a termine tutti i nostri compiti.

2. Dieta

Una dieta inadeguata e povera di nutrienti, minerali ed altre sostanze che garantiscano il giusto apporto energetico e glucidico al nostro cervello. Anche il consumo di pasti fugaci, mangiati di fretta o in movimento, può essere fonte di stress per l’organismo, a causa di una cattiva digestione e assimilazione delle sostanze importanti per il nostro benessere fisico e psichico.

Eufortyn: stanchezza fisica e mentale

3. Mancanza di riposo

La mancanza di riposo o una qualità del sonno scadente. Quando dormiamo il cervello sincronizza tutti i nostri bioritmi essenziali e abbassa i livelli degli ormoni prodotti in situazioni di stress, come il cortisolo e l’adrenalina, due sostanze in grado di creare squilibri a livello dell’ipotalamo influenzando umore, livelli d’ansia, irritabilità, energia fisica e mentale.


Sono necessarie almeno otto ore di sonno, ogni notte, per favorire il corretto funzionamento delle proprie facoltà mentali. Il cervello, infatti, approfitta delle ore di sonno per “fare le pulizie” ed eliminare le sostanze di scarto – sottoprodotti dell’attività neurale – accumulate durante il giorno, come ad esempio l’adenosina. Questa sostanza viene prodotta in quantità tanto maggiori quanto più lavora il cervello durante la fase di veglia. Dopo una lunga e faticosa giornata, essa è presente in grandi quantità ed è in grado di legarsi a speciali molecole del cervello chiamate recettori A1, i principali attivatori dello stimolo del sonno. 

4. Inattività fisica

L’inattività fisica e la sedentarietà, dal momento che il poco esercizio fisico diminuisce la quantità di ossigeno nel sangue e l’apporto di questo al cervello; in assenza di attività fisica viene limitato anche il rilascio di sostanze come le endorfine e la serotonina, detti anche “ormoni della felicità”, in grado di manifestare effetti positivi sul tono dell’umore.

5. Disidratazione

La disidratazione, in quanto l’acqua è un nutrimento essenziale per il nostro cervello; una ridotta introduzione di liquidi durante la giornata può portare ad una diminuzione delle funzioni cognitive, soprattutto a livello di memoria e di concentrazione, ma può esprimersi anche con un calo del tono dell’umore.


La stanchezza mentale è facilmente riconoscibile, in quanto comporta disturbi piuttosto evidenti come:

  • Cambiamenti nel metabolismo, con una riduzione dell’appetito, e nell’alternanza del ritmo sonno-veglia
  • Vuoti di memoria frequenti
  • Difficoltà a mantenere la concentrazione mentre stiamo facendo qualcosa
  • Difficoltà di memorizzazione, anche a breve termine
  • Sensazione di stanchezza e debolezza diffusa, nonostante il riposo notturno